Note di lettura:La  Nobiltà dei Mercanti:Anna Ventura tra realtà e fantasia.

Emanuela Medoro

“La nobiltà dei mercanti”è una raccolta di diciotto racconti di varia lunghezza , solo alcuni precedentemente pubblicati su riviste di cultura abruzzese, edita da  Bastogi Editrice Italiana,aprile 2006.

L’avvertenza dell’autrice ,ad  introduzione della lettura, spiega la matrice di questi racconti e la loro divisione in due gruppi :“La terra degli avi” e “ La vasta terra”.

 Il primo gruppo , “La terra degli avi” ,è essenzialmente costruito su memorie di vita vissuta ,il secondo trae l’ispirazione da ambiti più vasti, tra questi la terra e la cultura di Spagna,di cui l’autrice sente un fascino forte e misterioso. Tutti questi racconti costituiscono una produzione  collocabile in un   arco di tempo piuttosto ampio  che accompagna ed integra la ricca produzione poetica dell’autrice.

La prima storia ,quella che dà il titolo all’intera raccolta, è una storia di memorie della terra degli avi. Ambientata nel primo novecento ,il racconto presenta un’ attenta descrizione dell’ambiente naturale ed umano in cui si svolge serena la vita di Annina. I fatti narrati in questa novella seguono  attentamente l’ordine cronologico, ed hanno inizio e  fine  con  date esplicitate,6 giugno 1875,e 1928/38. Giovinezza,  famiglia d’origine, matrimonio , nascite e morte danno luogo ad un vasto affresco di vita abruzzese, colta in momenti di trasformazione profonda, in cui gli eventi sono ricostruiti con  una fantasia alimentata da  precisa cognizione dei costumi,abitudini, sentimenti e valori dei protagonisti.

 Un aspetto degno di nota è la precisa descrizione degli ambienti interni, che illuminano il lettore sul tenore di vita e la cultura dei protagonisti attraverso la presenza di  arredi e suppellettili, descritti con competenza di stili ,forme e colori .Il lettore è quindi coinvolto in un realistico ed attento  ritratto d’ambiente abruzzese: chiuso,colto e raffinato.

  In altre novelle dello stesso gruppo ,  in modo particolare la Zarina, la presenza dell’elemento fantastico e surreale appare subito evidenziata da presenze  misteriose .Questi racconti in cui prevale l’elemento surreale si sviluppano con una sapiente mescolanza di elementi realistici di vita vissuta e tratti di invenzione pura. Questi ultimi in genere sono narrati   senza alcun specifico elemento stilistico o linguistico ,senza apparenti riferimenti alla realtà concreta , emergono però significati simbolici, rimandi e collegamenti di natura psicologica , il tutto al di la della pura successione cronologica degli eventi.

Le novelle del secondo gruppo,”La vasta terra”, attingono ad una esperienza di vita più ampia, non solo ricordi ed emozioni provenienti dal passato familiare, ma molteplici esperienze culturali, letture,amicizie, viaggi,conversazioni, sono rivissute,  rielaborate e ricreate in libertà.

Il titolo dell’intero gruppo “Festa galante” è quello della prima novella, più lunga delle altre,  ambientata in Spagna.

 In queste novelle elementi temporali del presente e del passato, riferimenti spaziali a volte esotici ( in Falso gotico, per esempio,un viaggio del tutto immaginario in Transilvania, la terra di Dracula il vampiro), si  mescolano  in una dimensione fantastica. Fatti presenti e fantasmi del passato sono contemporanei , e trovano alla fine della storia una rivelazione finale,  spesso sorprendente,  ma che non suscita meraviglia, essendo il lettore  già stato trasportato in una dimensione altra, diversa dalla pura e semplice narrazione cronologica del quotidiano scorrere degli eventi.

In questa dimensione dell’immaginazione passato e presente si mescolano in un tempo attuale, presente  in cui esistono  solo il piacere e la gioia della creazione ,dell’invenzione libera dai vincoli della realtà, e, ad esso speculare, il piacere della lettura .

A conclusione di queste note mi piace sottolineare due aspetti di questi racconti di Anna Ventura:il tipo di scrittura, di particolare precisione , finezza lessicale ed accattivante semplicità sintattica ed un particolare elemento realistico dei racconti: i  ripetuti accenni alla scuola per ragionieri. In una   scuola per ragionieri,infatti, l’autrice prestò  lunghi anni di servizio, affiancata anche da me,per alcuni anni nello stesso corso.