Il programma oggi prevede la visita di un Orto Botanico a Blanes, un TPT (Trappola per Turisti, vedi ns video Sfilata con Francesco) in una fabbrica di pelli e poi un pomeriggio libero per la visita senza guida di Lloret de Mar. In effetti, poi,  per il pomeriggio Francesco è riuscito ad organizzare una visita guidata al Museo Salvator Dalì, penso la cosa più interessante che ci sia capitata in questo tour per la conoscenza della stupenda, magnifica, impareggiabile MARISOL (vedi ns video)e del suo amore spassionato per Dalì. Al mattino come al solito sveglia colazione e partenza per la nostra prima destinazione  l'Orto Botanico Pinya De Rosa che Ferran Rivière de Caralt ha creato nel 1954. Quest'orto botanico che ha la peculiarità di aver adattato all'ambiente mediterraneo specie vegetali caratteristiche dei tropici; in questo modo, piante ed alberi, come ad esempio i cactus, le opuntie o le aloe convivono in un contesto ricco di vegetazione autoctona. Data l'ora, l'orto botanico era praticamente tutto per noi, qualcuno ha detto che era praticamente un giardino di fichi d'india, in effetti data la stagione non si coglieva appieno la bellezza del sito che deve essere ben più rigoglioso e sorprendente d'estate. Il TPT invece, a parte la sfilata delle nostre bellezze più attraenti e del "narciso" Francesco, è stato abbastanza deludente, niente di particolare per quanto concerne i capi visti sia in sfilata che poi nel negozio. Di tutt'altro tenore la visita al Museo Dalì , la già citata Marisol, vorrebbe spiegarci tutto, farci capire tutto di Dalì ci spiega anzitutto il personaggio, estremamente timido e le motivazioni di tale timidezza, della famiglia in cui nasce e cresce, dei conflitti col padre che alla morte della madre sposa la zia e lo allontana da casa, iscrivendolo alla Scuola d'Arte di Madrid, dei suoi difetti fisici (aveva un muso a buco di culo, quando parlava sputava addosso all'interlocutore, nel dipingere il suo autoritratto eviterà di dipingersi il muso per questo problema) della sua adolescenza difficile (era un viziato dalla madre e un discolo), del fatto che qualcuno riesce a leggere dietro questo problemi comportamentali l'esistenza di una genialità indiscussa per la pittura, del suo periodo alla Scuola d'arte dove per avere interlocuzione con i grandi che qui conosce, dipinge quadri alla maniera di ... Matisse, Picasso, etc. e per farsi accettare di modo che gli altri romperanno la resistenza della sua timidezza; del perché la stampella (come per uno zoppo indispensabile per camminare, per Lui indispensabile per sostenere il suo IO e vincere la sua timidezza, o dei suo Baffi (Moustaches) o dei suoi vestiti eccentrici, servono per "recitare un ruolo", lo diceva lui stesso ai compaesani (vado a interpretare Dalì). Con fervore ci racconta di Gala la grande musa di Dalì, del come Dali ruba questa donna, moglie di un poeta suo amico, lui (Dalì) ventenne, Lei 36, di come la conduca a casa dai suoi e dell'accoglienza che le viene riservata, tutti la trattano come una "puttana", Lui per questo andrà via di casa, romperà con la famiglia, ricomincerà tutto daccapo, e tutto questo nonostante che ... lui sia IMPOTENTE, reso tale dai una fobia inculcatale da piccolo dal padre che gli mostra  un libro illustrato con delle foto di donne affette (io penso da sifilide) , non toccare le donne possono trasmettere malattie terribili... quindi Lui si eccita, non è passivo, ma non può toccare una donna, pena l'afflosciamento totale... e non è tutto, ci racconta Marisol, del parossismo cui perviene questo amore assoluto e puro, del contratto che fa Dali con Gala: Sesso fuori... Amore in casa. In pratica puoi fare sesso con chi vuoi (e tutti lo sanno) purchè però io resti l'unico vero grande amore, portando questo alle estreme conseguenze quando per evitare il chiacchiericcio della gente compera per Lei il Castello di Pubol perchè Lei possa ricevere indisturbata i suoi amanti. Quando Lei muore, poi, anche lui vuole lasciarsi morire, anche se motivi di interesse di coloro che circondano Dalì, faranno di tutto per tenerlo in vita, fino a nutrirlo con un sondino. Impeccabile la Marisol nel farci intendere il "trompe l'oeil", cosa non si legge dietro i quadri di Dalì, ci spiega il quadro di Gaia che guarda il mediterraneo, visto da lontano diventa un'immagine di Lincoln o di altri quadri che nascondono altre scene ma tutte di un simbolismo non coglibile senza una chiave di lettura che Marisol è capace di fornirci tirando fuori cartoline e disegni dalla sua borsa, come farebbe una Mary Poppins del museo, per sorprendere i suoi ignari ma avidi intrlocutori. La sintesi più emozionante davanti alla sua tomba: Lui contro la religione, contro la famiglia, contro la Patria morendo lascia alla patria tutta la sua eredità, lascia un indiscutibile modello di amore familiare, tratta nella sua pittura temi religiosi con una religiosità impareggiabile. Ho trascritto questi pochi e brevi ricordi, così come li ho sentiti da Marisol, molti altri li ho persi, mi piacerebbe tantissimo che la Marisol integrasse questi miei lacunosi ricordi con qualcosa di più esaustivo, le cose che ci ha detto non si trovano sui libri, ma soprattutto, questo il mio commento a Lei, noi (della massa) in Italia sappiamo ben poco, di questo grande Genio, al più lo percepiamo come un grande istrione, peccato!.

Comunque grazie Marisol, ci hai fatto il più bel regalo di Capodanno, ci hai emozionato con il tuo fervore, vorremmo sempre, quando siamo in giro incontrare personaggi con la tua cultura il tuo entusiasmo il tuo fervore, grazie grazie di cuore. 

 

Blanes &  Figueres 

Blanes

   Orto  Botanico

   Fabrica di Pelli

 

Figueres

   Museo Salvator Dalì

   Le nostre riprese (sfilata)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Diario - 31 Dicembre 2007 Blanes