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Minicrociera sul Naviglio Grande

Cul Cuarantacenchi

Sabato 13 Giugno 2009

 

E' tanto tempo che gestisco le pagine dell'Associazione "Ul Cuarantecenchi", la mia classe, ma non ho mai partecipato alle loro gite nÚ frequentato le loro riunioni, questa volta per˛, la loro proposta Ŕ molto allettante, non ho mai frequentato le zone dei navigli se non quelle milanesi, nÚ sapevo dell'esistenza di queste mini crociere, inoltre la gita era prevista per il 13 di Giugno, la festa di Sant'Antonio, il mio onomastico; mia moglie quando ha visto la circolare, mi ha detto: <Questa, quasi quasi, potremmo anche farla>, il giorno stesso, quando sono andato a prendere il giornale dalla Gabriella Valentini, abbiamo prenotato.

 

Prima che arrivasse il giorno della minicrociera ho consultato su Internet i siti di Villa Annoni ed ho navigato con Internet sulla zona del naviglio che avremmo percorso. Il giorno della partenza puntualissimi, ore 14:45 ci presentiamo al posto di ritrovo, ma siamo proprio gli ultimi, Giovanni ci dice che stanno aspettando proprio noi, gli altri di solito, da buoni bustocchi, arrivano almeno con mezz'ora di anticipo, ci sono due pullman, ognuno con 45 persone a bordo, Ŕ il limite di capienza della chiatta, che pu˛ trasportare al massimo 45 persone per volta, infatti mentre il primo pullman va diritto all'imbarco, il nostro si dirige alla Villa Annoni, in modo da avvicendarci, noi visiteremo per prima cosa la Villa, gli altri faranno prima la minicrociera e visiteranno la Villa successivamente.

 

Ci aspetta la nostra guida, il Sig. Cislaghi, che lavora per un consorzio che si preoccupa della cura e manutenzione del parco, ci dispone all'ombra e prima di iniziare il percorso botanico da brevi cenni storici della Villa, dalla sua Fondazione, ai vari proprietari che si sono succeduti fino all'acquisto da parte del Comune di Cuggiono che l'ha eletta propria sede municipale. Il percorso botanico si snoda lungo sentieri per la visita al maestoso cedro del libano alto 24 metri con una circonferenza di circa 5 metri, le altre piante, orgoglio del parco, tassi, larici, tigli che raggiungono spesso altezze notevoli, inserite in un contesto ben curato tranne qualche piccolo particolare, tipo la grotta che andrebbe sistemata e disinfestata dalle vespe che non ne permettono la visita.

 

E' poi la volta del vigneto, ben tenuto e accurato con ceppi di rose all'inizio ed alla fine di ogni filare, come sentinelle per segnalare in tempo utile l'eventuale aggressione da parte di qualche parassita della vite. Passiamo per il tempietto col busto di marmo di Alessandro Annoni, un po' conciato poveretto, ritrovato nei campi adiacenti da un contadino; Ŕ poi la volta della casa dei daini, necessiterebbe anche questa di una bella ristrutturazione, e del laghetto con una coppia di cigni bianchi ed una coppia di cigni neri, sul prato antistante un Airone Cinerino fa bella mostra di se prima di librarsi in un maestoso volo. Fantastica la quercia farnia collocata al limite dei prati agricoli dotati di canali per l'impianto di irrigazione che vediamo all'opera, meno entusiasmante il giardino che per la stagione ci aspettavamo pieno di splendide rose.

 

La visita continua, con altra guida, nella Villa dove a pian terreno sono le sale di rappresentanza con soffitti a volta affrescati con figure che riguardano i giorni e le stagioni in una e rappresentazione dei segni zodiacali in un'altra, peccato per la spoliazione del mobilio, a cura di un innominato antiquario, al primo piano si Ŕ insediato il comune di Cuggiono, in alcuni ambienti che hanno mantenuto al soffitto il loro splendore di affreschi che stridono non poco con gli arredi d'ufficio, il top lo si Ŕ notato nel bagno, un ambiente con soffitto affrescato, diviso in due per ricavarne anticamera e servizio, mentre la parte a ovest Ŕ completamente ristrutturata e adibita ad uffici.

 

Altro cambio di guida per la visita del Museo, un vero gioellino, dove solerti e ammirevoli volontari hanno ricostruito l'abitat di vecchi mestieri come il calzolaio, il fabbro, il vinaio, il pescatore, il contadino, etc. con tutti i loro arnesi ben catalogati, nei corridoi in bella mostra foto ricordo e curiositÓ, come le macchine per sgranocchiare le pannocchie, l'autobotte dei pompieri (un vero cimelio dal valore inestimabile).

 

E' poi il nostro turno per la crocierina sul Naviglio grande, il pullman ci porta a circa 100 metri dall'imbarco, ad aspettarci una chiatta ristrutturata con 45 posti a sedere ed un potente motore, accolti da una simpaticissima guida del Consorzio Navigli che durante tutto il tragitto ci illustra il percorso, ci racconta dei navigli, e dei suoi ponti delle motivazioni per la loro costruzione, del suo percorso, delle modalitÓ con cui le vecchie chiatte lo percorrevano sia in favore di corrente che controcorrente trascinati da cavalli o da buoi e pi¨ recentemente da trattori, il loro utilizzo per il trasporto del marmo per la fabbrica del Duomo, ci spiega da dove viene il detto ad UFO (ad Usum Fabricae Operis), perche queste merci erano esenti da tasse quindi viaggiavano gratis; delle ville che i facoltosi milanesi hanno costruito lungo gli argini del Naviglio grande; dei torrioni utilizzati per il monitoraggio del livello delle acque; dell'utilizzo del canale come fonte di irrigazione dei campi.

 

Il giro, due ore circa, prevede anche una brevissima sosta per un gelato a Boffalora, (noi no... noi!) preferiamo, anche se un po' claudicanti per la sciatalgia che ci affligge da qualche giorno, guadagnare la chiesetta in piazza dove sta per terminare la messa e dove riposiamo la gamba un po' indolenzita. Prima dell'attracco ci addita la villa del ricco, senza nobiltÓ, che acquisito un titolo fa costruire una bellissima gradinata in ricordo dell'evento, la villa Ŕ proprio dietro il ristorante dove ci rechiamo per mangiare: "La Piroga". La cena Ŕ "ricca e abbondante per la truppa": polpettine e affettati misti come antipasto con dell'ottimo pane, in busta di carta bianca, anche se qualcuno preferisce i grissini, vino bianco di Sicilia e Nero d'Avola, un ottimo risottino al radicchio e poi grigliata di carni miste con contorni di patatine  e verdure grigliate (zucchine, peperoni, melanzane), e... dulcis in fundo: un'ottima torta crostata di mele e marmellate. poi ci doveva essere la festa, dovevano preparare, ci siamo accomodati di sopra, alle 23:45 qualcuno ci ha dettto che c'erano i pulmann, il pulman blu era al completo, nel rosso eravamo solo in 6, abbiamo approfittato della disponibilitÓ di due posti pullman blu e siamo tornati a Busto Arsizio, molto cortesemente l'autista ci ha dato un passaggio fino a via Magenta da dove un po' claudicante abbiamo raggiunto casa ore 0:45.