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Angeli Musicanti
Il tema degli
Angeli musicanti, così caro al maestro Gaudenzio Ferrari (cfr. "Concerto
degli Angeli" nella cupola del Santuario di Saronno, 1534), viene svolto
dal Della Cerva con particolare virtuosismo pur nelle ridotte dimensioni
della lunetta a destra dell'altare. Già mortificato da uno sfondo
nerastro, l'affresco é stato riportato all'originaria cromia dai recenti
restauri (1989-1992). La figura centrale é relativamente sobria,
contornata da sei angeli in vesti così ricche di morbide linee
curvilinee che paiono turbinare e rapire il fedele in una sorta di
contemplazione estatica dell'armonia. Le sensazioni visive sembrano
echeggiare soavi musiche che risvegliano la nostalgia dell'originario
stato di grazia dell'Eden, insieme alla gioiosa certezza dell'amore di
Dio e alla speranza dell'eternità beata. |

Gli Angeli
Musicanti |

L'Adorazione dei Magi
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L'Angelo Annunziante
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La Vergine Annunziata
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Giovan
Battista della Cerva - Alcuni affreschi, nel
presbiterio
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L'Annunciazione
La
soavità del volto di Maria, la dolcezza della sua postura, l'elegante
gioco delle mani, la semplicità dell'inginocchiatoio, la sontuosità del
baldacchino creano una atmosfera rarefatta e solenne che incarna le
parole dell'Angelo dipinto sulla parete opposta.
L'arcangelo Gabriele in ricche e candide vesti é inquadrato dalle sue
ali vivacemente colorate mentre saluta la Vergine e contemporaneamente
sembra indicare l'Altissimo. Ardito é lo squarcio sul paesaggio alle sue
spalle e classico il suo inquadramento nell'elegante architettura
rinascimentale.
L'eccellenza di questa Annunciazione ha fatto pensare a molti critici
che l'avesse realizzata Bernardino Luini che proprio in quel periodo
affrescava magistralmente il Santuario di Saronno.
Nell'iconografia tradizionale la figura della Vergine é sempre posta a
destra di chi guarda, ma nel nostro caso l'eccezionalità della posizione
é dovuta alla particolarità del Santuario: la porta d'ingresso
principale é sul lato sud prospiciente la piazza, perciò i fedeli
entrando nell'edificio sacro possono rivolgere subito lo sguardo e la
preghiera alla Madonna cui é dedicata la chiesa. |
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L'adorazione dei Magi
I Magi negli abiti
tradizionalmente sontuosi sono resi con un prezioso e sofisticato
cromatismo che sottolinea sia l'eccezionalità dell'evento che il
leggendario mistero della loro chiamata. Non manca il personaggio
tradizionale del Magio nero, cui fa pendant il paggetto di colore ai
suoi piedi, il quale ci riporta all'altro nucleo di personaggi nella
parte superiore dell'affresco, rappresntanti una scena di caccia al
falcone. Per soddisfare le esigenze della nobile commissione il Della
Cerva celebra lo svago preferito delle corti rinascimentali, ma non
senza ironia rappresenta i nobili signori del tutto indifferenti alla
Natività. Gli svaghi degli aristocratici sono richiamati oltre che dal
falcone dall'esotica presenza di una scimmietta sulla spalla del
personaggio in alto a sinistra, dal già citato paggetto di colore e,
nell'angolo in basso a destra, da un nano riccamente abbigliato
(solitamente oggetto di scherno da parte dei nobili) che sembra
misurarsi in statura con l'altezza di una spada. A questo tocco ironico
fa da contrappunto l'intenso, meravigliato ed adorante sguardo del
pastore che si affaccia alla finestrella della capanna. Un'altra
peculiarità della pittura è la figura di San Giuseppe che sovrasta di
molto quella della Madonna e del Bambino e che curiosamente riceve i
doni dei Magi. E' voce popolare che il nobile committente volesse
sciogliere un voto per il ritrovamento del figlio che si era perduto
nella foresta circondante il borgo di Busto Arsizio, rappresentato dal
giovinetto che porge uno scrigno. Si narra a tale proposito che
nell'anno 1542, il giovane Alberico Ferrari, figlio del pittore
Gaudenzio, scomparve dalla casa paterna di Valduggia e non fu ritrovato
che un mese più tardi a Busto presso la famiglia Prandoni che l'anno
prima aveva donato alla chiesa di Santa Maria il Polittico con
l'Assunta. Gaudenzio si precipitò a Busto per riabbracciare il figlio, e
per ringraziamento convinse i consoli del Borgo a far affrescare nel
presbiterio del santuario una grande "Adorazione dei Magi" - Fu
incaricato dell'opera il suo allievo e socio di bottega Giovan Battista
Della Cerva, cui Gaudenzio chiese, quasi come un ex-voto, che la figura
di San Giuseppe sovrastasse Maria e il bambino.
Tre sono le connotazioni che si possono ritrovare
nell'affresco: a destra l'evento evangelico della Natività, in basso
l'atmosfera fantasiosa dell'abbigliamento dei Magi e in alto uno
spaccato storico sulle corti rinascimentali.
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