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Gli abitanti dell'isola di Ebuda, offrono ogni giorno in pasto ad una orrenda orca marina, una giovane fanciulla. Angelica e lì, incatenata ad uno scoglio flagellato dalle onde... completamente nuda! Alto nel cielo appare un guerriero armato di spada e lancia, in sella ad un destriere alato. In volo, sull'Ippogrifo, Ruggiero ha abbandonato l'isola di Alcina, e sta planando, in direzione dello scoglio. Ma ecco, si fa bianco di schiuma il mare, e appare il mostro smisurato. Ruggiero da di sprone, e gli si getta contro. Non può tenere la lancia in resta, e quindi impugna l'asta a due mani, con la punta rivolta verso il basso. Colpisce con la lancia in mezzo agli occhi, ma quella fronte sembra fatta di ferro e le scaglie che la ricoprono, sono dure come pietra. Il primo assalto non è particolarmente efficace: Ruggiero torna nuovamente all'attacco una seconda volta, cercando di fare meglio. L'orca è attratta dall'ombra che le grandi ali dell'Ippogrifo, proiettano sull'acqua, e ingolosita da quella che crede essere una nuova facile preda, risparmia per il momento, la ragazza incatenata al litorale. È furibonda la bestiaccia, morde a vuoto, e si contorce rabbiosa, nell'inutile tentativo di catturare la vana preda in rapido movimento sulle onde. Ruggiero cala giù a volo verso l'acqua e sempre più furiosamente, con spada e lancia assesta una gragnola di colpi al mostro orrendo.
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Ruggiero e l'Orca
Tenea Ruggier, la lancia non in resta, ma sopra mano, e porcoteva l'orca. Altro i' non so che s'assimigli a questa, ch'una gran massa che s'aggiri e torca; ne forma ha d'animal, se non la testa, c'ha gli occhi e i denti in fuor, come di porca Ruggier in fronte la feria tra gli occhi; ma par che un ferro o un duro sasso tocchi. Poi che la prima botta poco vale, ritorna per far meglio la seconda. L'orca, che vede sotto le grandi ale l'ombra di qua e di là correr su l'onda, lascia la preda certa litorale, e quella vana segue furibonda: dietro quella si volve e si raggira. Ruggier giù cala, e spessi colpi tira.
X, 101-102
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